4 MORI - Sa pintadera V9

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4 MORI

SARDEGNA
 
 
 
 
 
 

I 4 MORI

ORIGINI E STORIA DELLA BANDIERA

Lo scudo con croce rossa accantonata da quattro mori bendati è il simbolo del popolo sardo. Da tempo si cerca di ricostruire, tra leggenda e realtà storica e tra Sardegna e Spagna, l'origine ed il significato di questo stemma, che però rimane ancora oggi sostanzialmente un mistero.
Secondo la tradizione sarda, lo stemma sarebbe stato presente sul gonfalone dato da papa Benedetto II ai Pisani accorsi in aiuto dei sardi nel 1015, contro i saraceni condotti da Mugahid ibn Abd Allah detto Museto. Di questo manca ogni evidenza storica, né si comprende il significato che avrebbero i quattro mori.

La bandiera con i mori nasce forse da un simbolo dei Templari?

Leonardo Melis sostiene che il simbolo dei quattro mori avrebbe avuto un passato templare, per la precisione è lo stemma del primo Gran Maestro dell'Ordine Hugo de Payns, che aveva tre mori bendati nel suo stemma già prima della formazione dell'ordine. Il numero dei mori non è importante, esistono rappresentazioni anche con cinque mori: ve n'è una in Castello a Cagliari, che chiunque può controllare di persona entrando dalla via Manno, sotto il secondo portico, dopo quello della Porta dei Leoni, sulla sinistra, alla sommità di una porta.
E sappiamo anche che la benda era sulla fronte e non calata sugli occhi. Una benda che forse era il cerchio di bronzo che adornava la fronte dei Celti e la stessa benda che portava lo Judex Ampsicora. La testa di moro rappresenterebbe il simbolo della conoscenza.
La prima rappresentazione del simbolo nel periodo aragonese
La più antica rappresentazione del simbolo con i quattro mori risale al 1281 ed è costituita da un sigillo della cancelleria reale di Pietro III d'Aragona, senza però alcuna attinenza con la Sardegna.
Secondo la tradizione spagnola, il simbolo viene creato quando Pietro I d'Aragona, figlio di quel sancio I Ramàrez che aveva unificato nel 1076 la corona d'Aragona e quella di Navarra, nel 1096 riconquista gli alti Pirenei sconfiggendo nella piana di Alcoraz, di fronte alla città di Huesca, il re saraceno Abderramen. Al termine della battaglia, vengono trovate sul campo di battaglia le teste di quattro principi mori mozzate ed adorne di pietre preziose. Dopo la vittoria viene issata, insieme alle insegne dei conti di Barcellona con quattro pali rossi in campo d'oro, anche una nuova bandiera che riporta, in ciascuno dei quattro quarti bianchi formati dalla croce rossa di San Giorgio, che avrebbe favorito la vittoria intervenendo in battaglia sotto forma di un misterioso guerriero con una croce rossa sul petto, la testa di un principe moro con la benda sulla fronte simbolo di regalità, per ricordare la battaglia e la sconfitta del sovrano avversario.
Sconfitta l'ultima resistenza del Giudicato di Arborea, con l'istituzione del regno di Sardegna i catalano Aragonesi conservano per sé la bandiera con i quattro pali rossi in campo d'oro e cedono alla Sardegna quella dei quattro mori con le bende sulla fronte.
Nella seconda metà del XIV secolo troviamo, nello stemmario di Gerle, più in grande lo stemma con i quattro pali rossi in campo d'oro, e più piccolo tre stemmi relativi ai regni acquisiti all'interno della corona d'Aragona, tra i quali i quattro mori per la prima volta legati alla Sardegna. Dopo di che, il simbolo compare nella Sardegna spagnola su numerose opere a stampa e monete.
Al tempo di Carlo V l'esercito viene riorganizzato sulla base dei Tercios, ciascuno costituito da 3000 uomini, per la massima parte Spagnoli ma costituiti anche da mercenari provenienti dalle diverse parti dell'Impero. Il simbolo dei quattro mori compare nel gonfalone dei mercenari provenienti dalla Sardegna che si distingueranno nella difesa dell'isola e nelle operazioni contro i Turchi a Tunisi (1535) ed a Lepanto (1571).


L'iconografia del simbolo varia in questi secoli. Le teste dei mori sono rappresentate rivolte a destra, o a sinistra, o affrontate. Sono a volte scoperte, a volte coronate, o cinte da una benda sulla fronte. A metà del settecento l'iconografia mostra i mori con le teste volte a sinistra e le bende calate sugli occhi ed i quattro re diventano dei poveri ciechi... Non si conoscono i motivi di questa modifica, per alcuni un errore di stampa ma che più probabilmente allude agli atteggiamenti illiberali del governo piemontese verso la popolazione dell'isola.
I Savoia adottano lo stemma sormontato dalla corona in diverse forme. Quindi successivamente, siamo nel 1750, allo stemma aggiungono l'aquila Sabauda portante una croce bianca in campo rosso bordato di azzurro. Questa nuova veste viene inserita nel tricolore adottato nel 1848 da Carlo Alberto e vi rimane fino alla proclamazione nel 1861 del regno d'Italia.
Il simbolo dei quattro mori orna anche gli stendardi delle brigate combattenti sarde, tra queste la leggendaria Brigata Sassari creata l'1 marzo 1915, composta quasi esclusivamente da soldati sardi, che nel luglio dello stesso anno attraversa l'Isonzo e viene subito impegnata in combattimento dando un alto contributo di vite e di mezzi.
Il primo simbolo della regione autonoma della Sardegna nell'Italia repubblicana
Lo stemma con i quattro mori ricompare nel 1921, quando alcuni reduci della grande guerra fondano il Partito Sardo d'Azione. Ma, più interessati alla politica che alla storia dell'isola, scelgono come simbolo di riscatto lo stemma il simbolo dei dominatori Aragonesi invece che quelli più autenticamente sardi provenienti dai Giudicati; ed adottano la grafica con i mori con la benda sugli occhi e non sulla fronte.
Nel 1952 lo scudo dei quattro mori diventa lo stemma ufficiale ed orna il gonfalone della regione autonoma della Sardegna.


IL NUOVO SIMBOLO
DELLA REGIONE

Solo nel 1999 la bandiera viene modificata rettificando l'errore grafico, e riporta la benda sulla fronte dei mori che sono significativamente rivolti verso destra ed hanno riaperto gli occhi. Il promotore della legge del 1999 sulla Bandiera, proposta da Salvatore Bonesu, era Leonardo Melis, allora consigliere nazionale del Partito Sardo d'Azione, autore di tante ricerche sul popolo Shardana che stanno riscrivendo la storia della Sardegna, come abbiamo raccontato in un'altra pagina di questo sito.
L'ultima modifica è del 2005, che conserva i concetti del 1999 ma li rivede in una miglior rappresentazione grafica. Oggi quindi l'arma di Sardegna è rappresentata da una croce rossa in campo bianco inquartata con quattro teste di moro con benda sulla fronte scendente sugli occhi, annodata all'occipite, rivolta in direzione opposta all'inferitura.

È veramente il simbolo più adatto a rappresentare l'isola con la sua storia?

Fino da quando iniziò la discussione sul simbolo della regione, alcuni sostennero che forse sarebbe stato meglio adottare la variante proposta nel 1919 in una xilografia di Mario Delitala, pittore ed incisore di Orani, nella quale ai quattro mori erano sostituiti un pastore, un contadino, un pescatore ed un minatore, simboli più veri del popolo sardo.
A maggior ragione, oggi, molti ritengono che sarebbe stato storicamente più adatto, a rappresentare la Sardegna con la sua storia, scegliere il desdichado, ossia l'albero sradicato, che è stato per tanto tempo simbolo del Giudicato di Arborea, l'ultimo a difendere con tutte le sue forze l'indipendenza dell'isola.

 
 
 
 
 
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